Comunicato Stampa del 12/09/2008 TORNA ALL'ELENCO COMPLETO

Il presidente nazionale di Federfarma Annarosa Racca a Catania

Presto l'incontro con Sacconi. Racca: "Vogliamo riportare i farmaci in farmacia"

Ridisegnare il ruolo della farmacia, rinsaldare la collaborazione con enti istituzionali e non, concorrere al cambiamento in atto nel settore farmaceutico. Sono alcune delle priorità emerse dal Consiglio regionale di Federfarma che si è svolto stamattina a Catania e a cui hanno partecipato anche il presidente nazionale Annarosa Racca, per la prima volta a Catania, e il segretario nazionale Franco Caprino, assieme ai presidenti provinciali di Federfarma Sicilia e al presidente regionale Biagio Gallo.
«Vogliamo riportare il farmaco in farmacia» ha detto il presidente nazionale di Federfarma «Non possiamo permettere - ha aggiunto - che il riordino del servizio farmaceutico si realizzi senza il nostro contributo. Abbiamo il dovere di partecipare a questo cambiamento epocale che riguarda la nostra professione, il nostro futuro, e vogliamo farlo in modo collaborativo e propositivo, portando tutto il patrimonio di conoscenze e competenze che ciascuno di noi ha acquisito in tanti anni di attività. La prossima settimana si apriranno due tavoli tecnici voluti dal Ministero per ridisegnare il servizio farmaceutico e io confido nella disponibilità manifestata dal ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali Maurizio Sacconi, al quale presenterò le istanze e le proposte emerse in seguito a questo e agli altri incontri regionali».
«Il Servizio sanitario - ha proseguito Racca - sta cambiando per rispondere alla crescente domanda di salute dei cittadini e coniugare efficienza del sistema, efficacia delle cure ed economicità di gestione; anche la farmacia è chiamata a rinnovarsi per mantenere e rafforzare un ruolo di primo piano. Per questo è necessario risolvere i problemi che ostacolano lo sviluppo della farmacia, come i ritardi nei pagamenti, che spesso costringono i titolari ad onerose anticipazioni bancarie per gli stipendi, l’acquisto dei farmaci e per le altre spese di gestione. Non dimentichiamo - ha concluso il presidente nazionale di Federfarma – che la farmacia italiana oggi è chiamata a confrontarsi anche con i modelli adottati dagli altri Stati dell’Unione».
Il presidente regionale di Federfarma Biagio Gallo, nel suo intervento ha evidenziato il problema del ritardo nei pagamenti da parte delle Ausl e i disagi ai cittadini causati dall’introduzione della distribuzione diretta. «La distribuzione diretta – ha detto Gallo - costringe i pazienti affetti da particolari patologie a percorrere decine di chilometri per ritirare i farmaci salvavita nei pochi punti distribuzione delle Ausl, che sono aperti solo in giorni e in orari rigidamente stabiliti, mentre fino a qualche mese fa, con la distribuzione per conto potevano recarsi in una delle 1.402 farmacie distribuite capillarmente in tutta la Sicilia. Questo metodo, oltre a gravare pesantemente sui cittadini, non assicura il risparmio atteso, visto che rende indispensabile l’assunzione di 124 farmacisti, due per ogni distretto, e l’acquisto di attrezzature per la corretta conservazione dei farmaci. Al riguardo – ha concluso il presidente regionale - abbiamo in programma di far elaborare da un esperto uno studio comparativo sui costi dei due tipi di distribuzione, per dimostrare all’Assessorato che la distribuzione diretta danneggia cittadini e farmacisti, senza consentire alcun risparmio reale».
«Come Federfarma Catania - ha detto nel suo intervento il presidente provinciale Gioacchino Nicolosi - abbiamo sempre creduto nella necessità di rispondere alle esigenze del cittadino, mettendo a disposizione non solo la nostra professionalità, come in passato, ma anche una serie di servizi che possono trovare nella farmacia una nuova sede o una sorta di front-office capillarmente distribuito su tutto il territorio e aperto 24 ore su 24, con la turnazione notturna e nei festivi. Per questo, seguendo il modello recentemente avviato nella regione Liguria, d’intesa con l’Ausl, vorremmo offrire al cittadino la possibilità di prenotare o disdire le visite specialistiche direttamente in farmacia, attraverso un collegamento informatico con il Centro unificato di prenotazione (CUP). Questo servizio consentirebbe di eliminare le code agli sportelli, liberando anche alcuni impiegati dell’Ausl che potrebbero essere destinati ad altre mansioni.
Vogliamo essere un ponte tra il cittadino e il Servizio sanitario nazionale, di cui facciamo parte. Nei mesi scorsi, in occasione della Festa dei nonni, della Giornata mondiale senza tabacco, delle Giornate della contraccezione e di altre campagne di prevenzione, abbiamo avviato una serie di iniziative che ci hanno portato fuori dalle farmacie, accanto alla gente, per dare informazioni sul corretto uso delle medicine, fare screening gratuiti e proporre un modo nuovo di pensare la farmacia, più aperto e vicino alle esigenze dei giovanissimi.
Il successo ottenuto dalle iniziative promosse - ha proseguito Nicolosi - ci ha convinto ad organizzarne altre, nonostante la farmacia stia vivendo un momento particolarmente difficile a causa del tentativo di deregulation in atto, dei ritardi nei pagamenti da parte delle Ausl, dell’acuirsi dei fenomeni di microcriminalità e della contrazione della spesa farmaceutica, dovuta anche all’uso dei farmaci equivalenti, un impegno che ci ha visti in prima linea e che, solo in provincia di Catania, nei primi sei mesi del 2007, ha fatto diminuire la spesa del 18,22% e nel primo semestre 2008 ha fatto registrare un ulteriore decremento di 8,93% rispetto al già positivo risultato del 2007. A dispetto di altri convenzionati esterni, che non hanno subito così pesantemente la scure dei tagli dovuta al Piano di rientro della sanità e non hanno visto il loro budget ridotto di oltre il 20% nel giro di due anni, abbiamo deciso di non far ricadere sui cittadini il peso dei problemi che affliggono la categoria e di non interrompere quel progetto di farmacia, intesa come “Casa della salute”, in cui crediamo e che abbiamo avviato da tempo».
A conclusione del Consiglio regionale sono stati illustrati i dati sul risparmio farmaceutico che, ancora una volta, vedono la Sicilia tra le regioni più virtuose d’Italia con una spesa di 570.122.254,90 euro nel primo semestre 2008 (pari a -7,76% rispetto allo stesso periodo del 2007), a fronte di un costante aumento del numero di ricette (+2,67). Mentre in ambito regionale la provincia che ha registrato il maggior decremento della farmaceutica è Trapani con 44.575.111,31 euro (pari a -13,62% rispetto al primo semestre 2007); segue Enna con 20.235.713,06 euro (pari a -9,26%); terza Catania con un risparmio di 120.341.049,70 euro (pari a -8,93%).

Catania, 12 settembre 2008

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