Comunicato Stampa del 29/09/2010 TORNA ALL'ELENCO COMPLETO

Il presidente di Federfarma Catania rieletto vicepresidente Nazionale

Le linee programmatiche di Nicolosi per il nuovo mandato ai vertici di Federfarma Nazionale

Il presidente di Federfarma Catania Gioacchino Nicolosi è stato riconfermato vice presidente nazionale dell’associazione che riunisce le 17.500 farmacie italiane. L'assemblea nazionale dei farmacisti, riunita nei giorni scorsi a Roma, ha eletto il Consiglio di presidenza, rinnovando l'incarico a Nicolosi, unico componente siciliano del direttivo nazionale.
“Sono contento per la fiducia che i colleghi hanno riconfermato nei miei confronti - ha detto Nicolosi – specie in un momento così delicato per la categoria, che si trova a vivere sfide particolarmente impegnative. Oggi più che mai è indispensabile ritrovare l'unità e la coesione che i padri fondatori del sindacato hanno saputo trasmetterci, perché solo insieme possiamo raccogliere le nuove sfide per una farmacia di servizi al servizio del cittadino”.
Nicolosi ha 51 anni, è sposato, padre di due bambine, da 26 anni è titolare di una farmacia a Linguaglossa. È anche vice presidente di Federfarma regionale, presidente del consiglio di amministrazione di “Farmacia servizi” (società che si occupa dei servizi della farmacia) fin dalla costituzione; è membro del cda di “Promofarma” e componente del cda di “Farmafidi Sicilia”, che ha contributo a fondare per venire incontro alle esigenze della categoria.
“Entro breve tempo - ha aggiunto Nicolosi – dopo l'emanazione della legge riguardante i servizi in farmacia (prima in Europa), dovrebbero essere pubblicati i decreti attuativi che permettono l'ingresso in farmacia di altre figure professionali, come l'infermiere e il fisioterapista, e che regolamentano le autoanalisi in farmacia, il centro unificato di prenotazione per le visite specialistiche e le analisi presso le Asp, oltre all'eventuale ritiro successivo dei referti. Inoltre, con l'assistenza domiciliare integrata (Adi), la farmacia prenderà in carico i pazienti con particolari patologie, in modo da poterli seguire, di concerto con i medici di base, sul monitoraggio della terapia e su tutte le iniziative inerenti gli stili di vita, il corretto uso del farmaco e le altre attività di consulenza di carattere sanitario, riguardanti l'alimentazione e l'uso dei prodotti non farmaceutici, quali i presidi sanitari. Continueremo a svolgere attività di formazione e informazione anche a favore delle badanti, che ormai rappresentano una realtà sempre più consolidata all'interno delle nostre famiglie. Con queste iniziative contribuiremo a fissare ancor più il nostro ruolo di “Casa della salute”, punto di incontro tra il cittadino e il Servizio sanitario nazionale, di cui siamo parte integrante. In un mondo in rapida evoluzione, infatti, la farmacia deve essere pronta a recepire le novità, per porsi come una sorta di front office sanitario (come si vuole anche ai livelli più alti e ministeriali), sempre in sinergia con il medico di base, perché la figura del farmacista e quella del medico di famiglia, nelle piccole come nelle grandi città, è essenziale per il cittadino. Entrambi sono il primo punto di riferimento in caso di bisogno, e spesso riescono a risolvere piccoli e grandi problemi, senza dover ricorrere alle strutture sanitarie territoriali, che hanno lunghe liste d'attesa”.
Soffermandosi poi su alcune recenti sentenze, Nicolosi ha puntualizzato: “La Corte costituzionale ha più volte ribadito che le regole sono finalizzate a tutelare la salute del cittadino attraverso una adeguata e sostenibile presenza delle farmacie sul territorio, definendo tale presenza come “la ragnatela delle farmacie”, il miglior strumento per rispondere alle esigenze di salute della popolazione. Inoltre la Corte di giustizia europea, chiamata dalla Commissione europea ad esprimersi sulla legittimità della normativa italiana in materia di proprietà delle farmacie, ha riconosciuto che le norme italiane non solo non violano i trattati comunitari, ma sono quelle che più correttamente tutelano la salute dei cittadini. Infatti il farmaco non è un bene qualsiasi, ma un prodotto particolare da usare con cautela e con tutte le garanzie possibili. L'indipendenza dal capitale e dalle multinazionali dà la garanzia che le scelte del farmacista non sono assoggettate e dipendenti da vincoli economici, o peggio di carattere commerciale. La Corte - ha ricordato infine Nicolosi - è stata chiamata a pronunciarsi sulla validità della pianta organica e i giudici di Bruxelles hanno rigettato la richiesta del Tar Lazio di verificare la legittimità della normativa regionale degli orari e delle ferie delle farmacie, ritenendo che l'attuale normativa oltre a non violare il diritto comunitario, abbia la finalità di garantire il corretto svolgimento del servizio farmaceutico. Tutte norme che, se messe in discussione, come qualcuno ha tentato (e tenta) di fare, aprirebbero la strada ad una deregulation selvaggia e allo smembramento del “sistema farmacia” italiano, che dai giudici europei è stato riconosciuto migliore di altri e più rispondente alle esigenze di salute della popolazione. Noi non consentiremo che il nostro patrimonio di professionalità venga disperso, perché la farmacia è, e deve restare, un presidio della salute al servizio del cittadino”.

Catania, 29 settembre 2010

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